Editoriale Giugno 2019: Tutto in un frame

Editoriale di Giugno

Tutto in un frame

Può una sola foto raccontare una storia? Se lo chiedete a 100 fotografi otterrete cento pareri.
Non solo per questo tema, sia chiaro.
Anche i più autorevoli hanno pareri discordi. Alex Soth si taglierebbe una falange per non cambiare idea sulla mancanza di proporzioni tra uno spazio così piccolo e la narrativa più o meno estesa che può contenere una storia.
Pure Joel Sternfeld toglie ogni energia al dibattito con il suo: nessuna foto spiega nulla – e via andare, all’infinito, con altre citazioni di altrettanti monumenti dell’immagine.
Forse però una fotografia potrebbe essere un inizio, un’induzione per approcciare un percorso o un ragionamento. Proverò a starci attento a non dare il mio di parere, l’ultimo di quelli che potrebbero destare interesse, ma chissà perché nel mondo generalista non ci sia qualcuno che provi a separare le pere dalle mele.
Se davvero fosse così impossibile raccontare storie con una sola foto, sarebbe fuori luogo farla diventare la scusa per non tentarci. Eppoi quali storie? Come se le storie fossero tutte uguali.
Ci sono storie che non basterebbe un’enciclopedia a volumi per raccontarle tutte, ma ce ne sono tante che si potrebbero risolvere con un lirismo ungarettiano, attraverso la descrizione di pochi ma esaustivi elementi.
Non che sia necessario essere esaustivi ad ogni costo, le storie più belle sono quelle non raccontate fino in fondo ma immaginate, quelle che non finiscono mai per non toglierci quell’aura di speranza, di gioia e di vita. La fotografia potrebbe essere o diventare l’innesco per sviluppare questa immaginazione.

Enzo Pertusio

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