La nostra storia

La nostra storia

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Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, Primo Presidente

Il secolo XIX, detto “delle grandi invenzioni e scoperte”, volge al termine.

La fotografia, nata nel 1822 ad opera di Joseph Nicèphore Niepce, era entrata nell’ambito professionale già da alcuni decenni, ma nel campo amatoriale era ancora limitato a coloro che, grazie alla formazione culturale e alla disponibilità di mezzi economici, erano in grado di praticarla.

I valori estetici venivano tenuti in grande considerazione nell’ambiente elitario, e la fotografia, anche se ancora ritenuta una imitazione della pittura, guadagnava sempre più attenzione da parte del mondo aristocratico, artistico e letterario.

Il 4 aprile 1899 cinquanta personaggi appartenenti all’ambiente fotografico torinese, e provenienti dal Circolo Dilettanti Fotografi fondato nel 1890, si riunirono a Torino e costituirono la Società Fotografica Subalpina.

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Primo Presidente Onorario – Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi

Primo Presidente fu il cav. Edoardo Balbo Bertone di Sambuy, mentre il primo Presidente Onorario fu il cugino, Conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, Senatore del Regno e già Sindaco di Torino, seguito nel 1901 da S.A.R. Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi.

Nel 1900 inizia il primo Corso di Fotografia, che continuerà ininterrottamente, salvo i periodi delle due guerre mondiali, fino ad oggi, e iniziano contemporaneamente le gite sociali, anche queste una consolidata tradizione della Società.

Nel 1902 la Subalpina organizza la prima Mostra di Fotografia Artistica, e in tale occasione lo scultore Edoardo Rubino conia una targa che resta ancora il simbolo di rappresentanza della S.F.S.

Nel 1904 assume la Presidenza il prof. Benedetto Porro, che promuove la fondazione di un archivio sociale e la pubblicazione di due importanti raccolte di fotografie dei soci.

Nel 1907 viene eletto Presidente l’avv. Secondo Pia, noto per essere stato il primo a fotografare la Santa Sindone.

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Secondo Pia, autoritratto

Pia ci ha lasciato una vastissima produzione fotografica -in gran parte mirata alla documentazione dell’arte piemontese- attualmente custodita presso il Museo del Cinema di Torino.

Sotto l’egida della Subalpina nasce l’importante rivista “La Fotografia Artistica“, diretta da Annibale Cominetti, che continua le pubblicazione fino all’avvento della prima guerra mondiale.

Finita la guerra si ritorna lentamente alla normalità e arrivano nuovi fervori e nuove idee: è il periodo dei famosi “3 B”, gli avvocati Baravalle, Bologna e Bricarelli, che portano a Torino il “Corriere Fotografico” e diffondono il nome della Subalpina nel mondo intellettuale italiano.

Nel 1925 viene eletto Presidente il dott. Cesare Schiaparelli, scienziato di fama internazionale e validissimo fotografo, che promuove la conoscenza e l’attività della Subalpina all’estero, specie in Europa, con numerosi interscambi con i circoli delle vicine nazioni.

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Cesare Schiaparelli, autoritratto

Alfredo Laezza l’Assemblea lo acclama Presidente Onorario.

A Laezza va riconosciuto il merito di aver mantenuto l’attività del circolo durante il periodo della seconda guerra mondiale, malgrado tutte le difficoltà connesse a tale periodo.

Nel maggio del 1945 assume la Presidenza l’ing. Italo Bertoglio, fotografo notissimo in campo nazionale e internazionale, che rimette alacremente in moto la vita della Società, e nascono i famosi “giovedì della Subalpina”, palestre settimanali di critica fotografica, con la presenza di opere dei soci intercalate da quelle di eminenti ospiti italiani e stranieri.

Nel dicembre dello stesso anno nasce la rivista “Vita Fotografica”, che continuerà le pubblicazioni per circa 15 anni; nello stesso mese, nella sede della Subalpina in via Bogino 25, in collaborazione con altri otto importanti circoli fotografici italiani, viene fondata la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), con Presidente Bertoglio e Segretario gen
erale il dott. Renato Fioravanti (per oltre 30 anni la sede della FIAF è rimasta nei locali della S.F.S.).

Nel 1950 la Subalpina organizza -prima in Europa- il Festival Internazionale del Fotocolore, che arriverà fino alla venticinquesima edizione, mentre Fioravanti partecipa alla fondazione della FIAP (Federation Internazionale de l’Art Photographique) in rappresentanza dell’Italia.

Nel 1957 viene eletto Presidente il comm. Osvaldo Giachetti, che resterà in carica per circa 15 anni: è questo il periodo di massimo fulgore del Festival, mentre migliorano e si intensificano le gite sociali.

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Italo Bertoglio, primo presidente della FIAF

Nello stesso anno Fioravanti viene eletto Presidente della FIAF, fino al 1968: il suo successore sarà il dott. Luigi Martinengo, vicepresidente della Subalpina.

Nel 1971 la presidenza della S.F.S. viene affidata al dott. Adolfo Cellini, che prosegue l’attività dei suoi predecessori e inizia la pubblicazione bimestrale di un “Notiziario”.

Nel 1972 un quarto subalpino, il dott. Michele Ghigo, viene eletto Presidente della FIAF, carica che manterrà per 20 anni. Dopo la breve presidenza di Aldo Piana (1977), costretto alle dimissioni per motivi di lavoro, ritorna Adolfo Cellini, fino al 1981 quando viene sostituito da Gianfranco Robutti.

Sotto questa presidenza nasce il “fotocampionato”, concorso a tappe per i soci e gli allievi del corso di fotografia, che continua tutt’ora ed è stato oggetto di numerose imitazioni; successivamente la Società abbandona la sua sede storica e si trasferisce nei prestigiosi locali della “Famija Turineisa” in via Po 43.

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Adolfo Cellini

Nel 1985 diventa Presidente il dott. Glauco Pierri, già vicepresidente, che organizza un valido staff di collaboratori, fra i quali il vicepresidente dott. Giuseppe Scorcione e il Segretario Nicola Tamma, attualmente ancora in carica. Durante questa presidenza -20 anni, la più lunga- vengono ancora migliorati i corsi di fotografia, che oggi contano più di 100 allievi per volta, vengono intensificati i rapporti con gli altri circoli di Torino e provincia, vengono riorganizzate le serate di critica fotografica, con successivi dibattiti e la partecipazione di numerosi ospiti provenienti da altri circoli italiani, vengono promosse grandi serate di feste in sede, come la festa di fine corso e di fine anno, vengono organizzate molte importanti gite, anche di due giorni, in Italia e all’estero. Nel 1999 grandi festeggiamenti per il Centenario della Società, coronati dalla pubblicazione di un libro in grosso formato con documenti storici e oltre 300 fotografie.

La Società Fotografica Subalpina ha ricevuto nel 1987 il riconoscimento dalla FIAF di BFI (Benemerita della Fotografia Italiana). L’ultima frase della motivazione del titolo suona esattamente così: “Il suo stile e il suo modo di essere ne fanno, ancora oggi, un punto di riferimento ed un modello per ogni altra associazione fotografica”.

Nell’Assemblea del 2005 Pierri lascia la presidenza e viene acclamato Presidente Onorario: gli succede Luciano Nicolini che nel 2006 promuove, con la collaborazione del segretario Nicola Tamma, l’edizione di una monografia FIAF con 120 fotografie dei soci.

Nel Congresso Nazionale FIAF del 2008, svoltosi a Chiavari (GE), la Subalpina riceve l’esclusiva onorificenza EFI (Encomiabile della Fotografia Italiana). Nel dicembre dello stesso anno la Federazione celebra il 60° anniversario dalla fondazione nei locali della Società, con la presenza del Presidente Merlak, del Consiglio Direttivo e di numerosi altri fotoamatori: in tale occasione, sotto i portici di via Po, vengono appesi 24 “banners” con 47 fotografie in grande formato sul tema “Atmosfere e Luci di Natale”, mentre alla Galleria FIAF avviene l’incontro tra la Subalpina e il Circolo Fotografico Milanese, il secondo come anzianità, con due grandi mostre di fotografie storiche d’archivio.

L’Assemblea Ordinaria del 22 aprile 2010 elegge Presidente il dott. Alessandro Scatolini e rinnova 2/3 del Consiglio Direttivo che inaugura l’attività il 1° maggio, a Cervo (IM), con l’incontro fotografico-culturale con il “Fotoclub Riviera dei Fiori” di Sanremo.

L’Assemblea Straordinaria del 17 gennaio 2013 elegge Presidente Enzo Pertusio.

Testo di Glauco Pierri

Immagini tratte dal libro del Centenario