Editoriale Marzo 2018: Thaddeus John Szarkowski

Editoriale di Marzo

Thaddeus John Szarkowski.
Ci sono uomini di Fotografia che hanno influenzato la stessa ancor più di tanti Fotografi.
Uno di loro è stato John Szarkowski.
Fotografo lui stesso ma soprattutto esperto, critico e pensatore, curatore e promotore di tanti artisti diventati famosi anche grazie a lui, uomo del MoMa e della sua sezione fotografica fin dai primi anni 60.
Per trent’anni Szarkowski si è occupato di Fotografia, quella più alta.
È inutile raccontare ciò che ha fatto in vita, per quello ci sono annali e enciclopedie, è però interessante rimarcare un suo pensiero sull’Arte e sulla Fotografia molto interessante.
Per decenni si è parlato di differenze e vicinanze tra pittura e fotografia, ma la sua analisi è stata una delle più chiare, cristalline, tra quelle sentite.
La fotografia è selezione. È il fotografo che delimita i contorni del frame, ma tutto ciò che è contenuto è inconfutabilmente lì, presente e reale (con buona pace di Photoshop che non esisteva ancora), mentre in pittura ciò che sta sulla tela è pura fantasia, anche quando di fatto non lo è, perché è il pittore a decidere cosa ci deve essere e cosa no.
Stringendo: la pittura è la sintesi di ciò che il pittore vede e vuole rappresentare mentre la fotografia testimonia la presenza e il suo presente. Insomma: un dipinto si fa, una foto si prende.

Enzo Pertusio

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