Editoriale Febbraio 2019: Dadaumpa

Editoriale di Febbraio

Dadaumpa.

Noi fotografi siam tutti figli di Man Ray.
Perlomeno quelli che sentono l’estro artistico, il bisogno di rompere gli argini, togliersi dalla bagarre delle correnti modaiole.
Ricordo un fotografo che lanciava la macchina fotografica per aria impostando il tempo di scatto, sperando che tornasse tra le mani con una foto memorabile, come se la camera fosse stata l’estensione dell’anima, bè pure questi personaggi appartengono alla sua progenie.
In fondo cos’è stato Ray se non un geniale demiurgo. Il suo impegno nel dare un senso strutturale al dadaismo, al surrealismo, rimangono la traccia più evidente che si può, anche con la fotografia, creare Arte per avallare l’urgenza interiore di esprimere le emozioni.
Chissà quante battaglie fecero, lui e gli altri, per dare credibilità alla Fotografia come mezzo espressivo paritetico alle altre nobili arti.
Chissà gli ostracismi dell’intellighenzia di allora alle novità dei maître à penser Ray, Duchamp, Breton e gli altri, la stessa gogna a cui furono sottoposti gli impressionisti qualche anno prima. Eppure gli annali ce li riconsegnano oggi come illuminati avanguardisti.
La storia ha bisogno di decantare prima di assestarsi ad un giudizio unanime ma i lungimiranti, i più sensibili a cogliere i cambiamenti, avevano già capito la grandezza.
Sì, in fondo siamo proprio figli suoi.

Enzo Pertusio

 

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