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Ghost town taste

Avevo una casetta in Canada, non tanto piccolina a dire il vero, perché da quelle parti lo spazio non costa molto. I pesciolini erano salmoni congelati nel freezer e alla storia sui lillà ho smesso di credere quando la neve di maggio ha coperto tutto quello che avevo seminato ad aprile.

L'entusiasmo iniziale per la vita in un paese di cowboys e grattacieli si è smorzato presto, raffreddato dai lunghi inverni, dal vento costante e dal monotono scorrere del Bow del quale nella nebbia del mattino faticavo a vedere la sponda opposta.

Raccontare un paese in dieci immagini non è possibile e non è ovviamente questa l'intenzione. I luoghi, o meglio i non luoghi di questi pochi scatti, sono solamente immagini di una cittadina abbandonata tra le immense praterie dell'Alberta. C'erano le fattorie, c'era la ferrovia per portare il grano verso il mare e c'erano uomini che credevano in un sogno che non si è mai avverato. Ora che non ci sono più, persino la cittadina è sparita dalle mappe. Resta un silenzioso paesaggio nell'anima: mi piace pensare che non lo rivedrò mai più e che nonostante questo rimarrà con me per sempre.



MATTEAZZI Debora

Mi chiamo Debora e mi è capitato di nascere a Vicenza, di avere una vita fortunatamente non troppo banale, di incontrare l'amore a Torino.

Immagino che dovrò dire qualcosa anche sulla passione per la fotografia. E sia: tutto è cominciato perché da piccola mi piaceva colorare i libretti di Barbapapà.