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Fotografare la montagna: Giuseppe Balla

Giuseppe Balla nasce il 1° aprile del 1933 a Santo Stefano di Roero (Cn). Alla morte del padre nel 1943, inizia a lavorare all’età di undici anni e, nel 1948, trova impiego presso la ditta Steinback di Torino che costruisce pianoforti.
La passione per la fotografia inizia negli anni cinquanta, coltivata parallelamente al grande amore per la montagna.
Si iscrive al Club Alpino Italiano sezione di Torino e alla Giovane Montagna nel 1958. L’acquisto di una macchina fotografica “Comet” con soffietto, gli consente di documentare puntualmente le sue uscite, realizzando immagini 24 x 36.
Nel 1968 si iscrive alla Società Fotografica Subalpina, il prestigioso foto club torinese, che lo porta a diretto contatto con il mondo della fotografia amatoriale, società in cui ricoprirà la carica di consigliere dal 1973 al 1984..
Si è nel frattempo costruito un ingranditore nel quale, non disponendo di un obiettivo idoneo, vi utilizza in sostituzione la macchina fotografica aperta. Incominciano le prime esperienze di stampa in bianco e nero, formato 18 x 24.
Verso la fine del 1969, durante una gita scialpinistica allo Jafferau presso Bardonecchia, effettua uno degli scatti che lo renderanno famoso.
Nasce così “Il lavoro del Vento”, che vincerà il primo premio nazionale della città di Modena, un totale di dieci primi premi in concorsi nazionali, quattro terzi premi e quattro primi premi internazionali.
Nel 1970 si iscrive alla F.I.A.F. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), iniziando una lunga serie di partecipazioni ai concorsi nazionali e internazionali.
Dopo la macchina “Contaflex” della Zeiss, con la quale ha fotografato per lungo tempo utilizzando solo il 50 mm., acquista una Canon senza esposimetro. La sua bravura è oramai tale da consentirgli risultati sorprendenti, accompagnati da una stampa veramente impeccabile.
Sempre nel 1970, inizia una nuova parentesi fotografica, che predilige ritratti e fotografie con soggetto. Rimane famoso l’episodio riguardante la foto intitolata “I Cavalieri d’Italia” (1971), che ritrae un gruppo di “beatnik” ai piedi del monumento ai Cavalieri, situato in piazza Castello a Torino.
A sua insaputa, la fotografia comparirà su “L’uomo Vogue” nel 1975, quale spot pubblicitario per un’azienda produttrice di jeans.
La F.I.A.P. (Federation Internationale de l’Art Photografique), lo insignisce nel 1973 del titolo di AFIAP (Artiste FIAP) e tre anni dopo di quello ancor più prestigioso di EFIAP (Excellence FIAP).
Nel 1974 l’Australian Photographic Society, gli chiede quattro fotografie (“Il lavoro del vento”, “Montagna 2000”, “Cavalieri d’Italia”, “Corsa campestre”) per la collezione permanente del museo della fotografia di Victoria.
Nello stesso anno riceve il diploma di membro onorario della American Photographic Society, per le trenta vittorie e le centotredici ammissioni ottenute.
Viene anche insignito del titolo di Membro Onorario, al 23° Salone Internazionale di Rosario in Argentina.


La F.I.A.F. lo nomina membro della commissione di controllo per i concorsi nazionali, carica che ricoprirà fino al 1972, impedendogli così di partecipare a concorsi fotografici italiani. Nel 1975 realizza a Cervinia un reportage sui campionati internazionali di sci acrobatico, che gli varrà il primo premio di Sidney nel 1982. Alcune sue immagini di montagna diventano le copertine di importanti riviste internazionali del settore, come Alpinismus (1975), il Photographic Journal (1983).
Giuseppe Balla è inoltre premiato al terzo concorso internazionale Città di Trento, in occasione del Filmfestival Cinema di Montagna del 1988. Un ultimo importante riconoscimento gli giunge sempre nel 1988, quando la Photographic Society of America gli conferisce il Diploma di Benemerenza per i 25 anni di socio e per l’alto contributo reso alla fotografia. Proprio di recente, nel settembre del 2002, l’autore ha conseguito un ulteriore riconoscimento, si tratta del secondo premio Oasi, l’importante e conosciuta rivista naturalistica. Alla fine di una così brillante carriera fotoamatoriale, l’autore avrà collezionato circa 1300 ammissioni e 69 vittorie a concorsi internazionali, 30 vittorie a livello nazionale e una quantità notevole di piazzamenti tra secondi e terzi posti.

Al di là dell’estrema importanza della sua opera nel campo della fotografia amatoriale e più in generale di quella italiana del dopoguerra, Giuseppe Balla può essere annoverato tra quella ristretta cerchia di fotografi di montagna, che ben hanno saputo rappresentare la realtà alpina occidentale in tutti i suoi aspetti.

Biografia a cura di Marco Blatto
Accademia di Arte e Cultura Alpina